un blog nato morto e morto giovane
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[la vanità e la solitudine m'han spinto (finora) a tornare su questo blog un numero di volte pari a: *loading* - numero, ne convengo, un po' eccessivo]
Questo mese mi sono dato alla lettura.
Non alla lettura tout court, ferma da tempo immemore alla biografia dei Nirvana di Everett True, ma all'acquisto e conseguente presa visione di riviste musicali italiane. Una che non leggevo da un paio d'anni e una che non avevo letto mai.
Su Rumore c'è una stroncatura di Humpty Dumpty che ha già fatto storia (ma "er p" non è "er Patti" come qualcuno ha suggerito), c'è Rossano Lo Mele che ci definisce "rappresentanti della sparuta scena indiepop italiana" o qualcosa di simile (Grazie! E vorrei vedere:) e nel recensire i LMALL mi ricorda che devo farlo anch'io da troppo tempo ma proprio non riesco a togliere il disco dall'autoradio nonostante sia un album così poco adatto ai viaggi diurni casa-ufficio-casa. Continuo a non riconoscermi nel gusto musicale, estetico eccetera di Rumore, mi causa irritazione a pelle molto poco razionale, ma va detto che è fatta bene. E' una lettura leggera, ma è una lettura.
Non so, speravo in qualcosa di più. Forse speravo in Musica, e in Indiepop. Cavolo Marco, potevi restare con noi. ;-)
Cosa induce l’umanità ad aver bisogno di canzoni d’amore e a non esserne mai sazia?
Vediamo.
2) Niente di male potrebbe dirsi d’un sentimento sì nobile ed elevato: l’oggetto d’amore (ché altrimenti non sarebbe degno d’amore) è per antonomasia scrigno di preziose virtù. Si lasci dunque il cuore cantare: solo pietre preziose rimarranno al fondo del setaccio della sua ispirazione più alta.
3) Una canzone d’amore favorisce la naturale concordia degli amanti. Essa fornisce ulteriore pretesto all’ineffabile sincronia dell’interiorità umana con l’armonia delle sfere superne.
Ma quei pochi, gente beffardamente malevola del calibro di Renato Q. (autore del testo di “Per noi”) e di me medesimo, sostengono piuttosto che:
2) L’amore è prepotente maieuta d’alcune fra le più distruttive pulsioni umane: dominio, possesso, sadismo, masochismo, gelosia, aggressività. E che le dolci promesse del corteggiamento non siano che astuta mossa finalizzata a nient’altro che al raggiungimento d’uno scopo biologico.
3) Che ogni rapporto amoroso altro non sia nella sostanza che un’orribile guerra senza esclusione di colpi. E che un’onesta e dichiarata inimicizia sia da preferirsi alle stucchevoli menzogne del mercato dell’amore (e dell’indiepop)..