indiepop.it

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(ma aggiornato con sadica lentezza)

    

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[la vanità e la solitudine m'han spinto (finora) a tornare su questo blog un numero di volte pari a: *loading* - numero, ne convengo, un po' eccessivo]

 
giovedì, 22 febbraio 2007
Post-40

Riemergere da una settimana di febbre è una sensazione strana. Si riprende contatto con il mondo dopo un black-out pressoché assoluto con un surplus d'energia che si credeva smarrito per sempre. Ne ho approfittato per ricollegarmi con me stesso e ricordare le cose che ho amato negli ultimi mesi.

1) Qualcuno si è accorto che gli Indelicates sono stati in Italia? E' successo lo scorso 19 gennaio a Roma, con passaggio a Radio Città Futura per un'intervista. Notizia che mi ha colto impreparato, nonostante tutte le press release citassero la nostra recensione (il cui solo pregio suppongo fosse quello di essere l'unica esistente in lingua italiana). Ad ogni modo, ho scovato un paio di rece non esattamente positive ma tenerissime nella loro ingenuità: qui si parla del concerto, e qui di un demo che probabilmente non esiste (oppure si parla del concerto di Fatboy Slim a Brighton, non ho ben capito). In ogni caso è un meraviglioso esempio di protofanzinarismo internettaro.
E poi: è uscito anche un EP dal titolo come al solito modesto ("The Last Significant Statement To Be Made In Rock and Roll") che ahimè non è più disponibile da nessuna parte, quindi a ben vedere questa notizia è inutile.
Linko un pezzo, giusto perché mi va e perché è una cover di Billy Bragg.
(la foto è una testimonianza di Roma raccolta da Julia. Le altre foto le trovate sul suo blog).

The Indelicates: A new England

2) Per contro, mentre agonizzavo ero ben cosciente di perdermi il concerto di Soda Fountain Rag, che è stata una delle ragioni di vita degli ultimi dodici mesi. Per la cronaca, anche lei aveva la febbre, ma invece di starsene a letto come me si è messa su un aereo e si è presentata puntuale al Morya in provincia di Brescia. Ma beh, per fortuna lei è l'artista e io il fanzinaro, e non viceversa. Qua Ragnhild parla della sua esperienza italiana (via Geeks). Canzoni non ne linko, che tanto ormai lo sapete cosa fare, ma se mai vi stuferete di scaricarle scrivete a MyHoney che ha da poco pubblicato un album. L'appuntamento è alla prossima settimana per il tour di Mutt Ramon (more info soon).

3) Lo ammetto, l'aggressività del secondo singolo dei Popup mi aveva spiazzato, ero quasi pronto a rivedere i miei giudizi estremi sulla loro capacità di scrivere musica pop. Ma poi sono andati a Maida Vale ed hanno registrato per la BBC un pezzo magico come "Skid", privo di refrain ma circondato da una atmosfera di profonda poetica scottish, e siamo di nuovo amiconi. Ascoltare per credere.

Popup: Skid (live)

4) Ho parlato tanto dei Miou Miou in questi ultimi tempi e non mi sono ricordato di linkarne il pezzo migliore, manifesto del loro pop tutto merletti. Sul sito trovate un'intervista forse un po' macchinosa ma soddisfacente.

Miou Miou: A l´été de la Saint-Martin ´68

5) Anche di Connan and The Mockasins ho scritto tutto quello che c'era da scrivere. Mancava giusto una canzone per convincere anche i più scettici ad affidare la propria vecchiaia al blues. 

Connan and the Mocaksins: Naughty Holyday

6) E chiudo con l'angolo delle promesse: "Early B-52s played on car boot sale synths with daft pop choruses" è una descrizione come un'altra per i Royal We, curioso ibrido tra new wave artigianale e immediatezza pop da Glasgow. I pezzi sul loro myspace sono ottimi ed abbondanti, specialmente "Three is a crowd". Secondo me ne risentiremo parlare.

Postato da: howty a 23:23 | link | commenti (1) |

domenica, 04 febbraio 2007
No more Violetto

Ero abbastanza sicuro della strategia che avrebbe scelto per la risposta.
Niente pubblicità aggiuntiva.
Ma una come Violetta non può non rispondere.
Dalle parole si evince un certo rispetto, un certo timore financo.
Sono lontanissimi i tempi del "mi fai pena".
Potere della musica.

Postato da: venator a 23:27 | link | commenti |