indiepop.it

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(ma aggiornato con sadica lentezza)

    

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[la vanità e la solitudine m'han spinto (finora) a tornare su questo blog un numero di volte pari a: *loading* - numero, ne convengo, un po' eccessivo]

 
lunedì, 19 giugno 2006
Più o meno come Woody Allen in "Crimini e Misfatti" quando scopre che Mia Farrow si è messa con Alan Alda.

Io mi auguro che conosciate già la sensazione: dovrebbe essere parte fondamentale del bagaglio di ogni essere umano. Quando quella tipa così simile a voi si mette con il più imbecille della scuola, no?
Beh, le Pipettes sono state in Italia a presentare l'album. E dove sono andate? Da Marina Petrillo (per dire)? No, a radio deejay.
Non so bene cosa pensarne, ma linko per il doveroso ripudio l'agghiacciante intervista ("per il momento le conosciamo soltanto noi"), più le foto e persino due pezzi acustici.
Il fatto che ci sia lo zampino di V2 non rende la cosa meno deprimente. Mi sento come quando i Public Enemy sono andati a lodare Jovanotti. E non sto qui a dire che fine hanno fatto i Public Enemy.

Ci si può consolare, perché il sempre prezioso Mr Tangents segnala che Julia - la former Pipette sostituita da Gwen - aveva un buon motivo per lasciare la band (oltre ad evitare di fare la scema dai fratellini di Linus, dico): suonare le tastiere e cantare negli Indelicates, quintetto pop di luminose speranze di cui si parla con un certo entusiasmo da un po' di tempo, e già paragonati senza troppo criterio a Dresden Dolls, Carter USM e persino Pogues. Impossibile resistere alla curiosità di scaricare la loro "Waiting for Pete Doherty to die", ma se volete sentire Julia dirigetevi sull'ottima "Burn all the photographs".

Postato da: howty a 23:58 | link | commenti (7) |