indiepop.it

un blog nato morto e morto giovane
(ma aggiornato con sadica lentezza)

    

Ascolti

 

[la vanità e la solitudine m'han spinto (finora) a tornare su questo blog un numero di volte pari a: *loading* - numero, ne convengo, un po' eccessivo]

 
martedì, 30 maggio 2006
indiepop.it v0.99

Ci siamo quasi. Tempo qualche giorno - tre o quattro al massimo - il sito subirà una serie di  trasformazioni tanto impercettibili quanto importanti. Un piccolo restyling ("downstyling" sarebbe un termine migliore) della home page accompagnerà l'abbandono della periodicità mensile e delle scadenze connesse Gli aggiornamenti del sito avverranno a intervalli irregolari ma il più possibile continui, sia per le recensioni che per tutto il contorno. Non possiamo promettere update quotidiani, ma vi assicuriamo che non mancherà la dose settimanale di nuovi contenuti. Toccherà dunque visitare regolarmente la home page, o in alternativa utilizzare il feed rss che magicamente comparirà sul vostro browser (ma solo a chi usa Firefox), per essere informati in tempo reale sugli aggiornamenti del sito.

Gli altri cambiamenti saranno talmente evidenti che non è il caso di parlarne qui, ma lo farò lo stesso: uno spazio per le recensioni "brevi", la morte di electrozone, le recensioni dei singoli unite a quelle degli album, eccetera. Speriamo siano di vostro gradimento, noi per il momento  apprezziamo la maggior libertà che promettono di garantirci. Oh, e sarà tutto più o meno così.

L'occasione è buona anche per un appello: siamo alla ricerca di scrittori con qualità particolari. Cerchiamo persone che amano l'indiepop, che privilegiano la forma al contenuto, che sanno volare con la fantasia anche di fronte all'ingrato compito di scrivere una recensione, e che magari riescono addirittura a mettere in fila 5 domande non banali per un'intervista. Se avete almeno un paio delle caratteristiche elencate qui sopra, contattateci a info@indiepop.it

Postato da: howty a 00:04 | link | commenti (10) |

sabato, 13 maggio 2006
I'm just looking for another girl

Quando questa affermazione di sincerità parziale la cantava Billy Bragg era indispensabile sorridere: non solo era una frase figlia dei suoi e dei nostri vent'anni, ma sapevamo che quella ragazza lui la avrebbe trovata di sicuro, e che sarebbe finita su uno dei suoi dischi. Di lì a poco Shirley si sarebbe materializzata.
Leggere le stesse cose dette da Dan Treacy nel 2004 ha invece l'effetto di dieci unghie che grattano una lavagna. In una non-intervista (cioè un'intervista abortita, perché sentendosi chiedere  "quali sono i tuoi dark places?" Dan risponde "che cazzo di domanda è questa?" e tutto finisce più o meno lì) Andres Lokko, registasdi MTV Svedese, spiega quasi oltre ogni intenzione chi è Dan Treacy e perché ha così tanti devoti sparsi per il mondo: il filtro che separa l'artista dalle sue canzoni nel suo caso non esiste. La sua è musica non mediata dalle protezioni dell'intelletto e che nasconde un solo, enorme bisogno.
L'articolo l'avevo promesso tempo fa a Filippo, che ai TVP pensa spesso. L'ho messo qua.

E siccome non voglio chiudere su una nota triste, riporto gli esilaranti ricordi dello stesso Dan Treacy su un tour olandese dei TVP (1998), dallo stesso numero di Plan B:

"Il giorno dopo suovanavamo a Rotterdam, e il venerabile Jowe Head, che al tempo era il nostro bassista, non si trovava. Ho pensato che fosse finito in qualche bar after-hour… il tempo passava e alla fine ho detto "vaffanculo, ci vediamo a Rotterdam". Così mi dirigo verso la stazione e vedo che sugli alberi ci sono attaccati poster con la faccia di Jowe Head e la scritta "CONOSCETE QUEST'UOMO?".
A quanto pare Jowe si era perso, completamente stonato ad Amstedam dopo aver abusato di ogni gay bar in città. La polizia lo ha raccolto, gli ha dato da mangiare, gli ha fatto una foto, ne ha fatte 100 fotocopie e le ha passate in città (cafè, alberi, bordelli, parrucchieri). I poliziotti locali mi dissero che tutto quello che ricordava era di far parte di una rock band.
"Van Halen?" "no…"
"Scorpions?" "Ah… no…"

Postato da: howty a 01:49 | link | commenti (11) |

mercoledì, 03 maggio 2006

Non è colpa vostra se ogni tanto vi tocca sospettare che tutta l’impalcatura della vostra estetica musicale altro non sia che un modo, e neppure uno dei più cool, di dar forma a un’approssimazione d’identità sociale.
Ascoltate tutta una serie di autori (ma potemmo dire anche interpreti di una vaga blanda moscia unica canzone degli anni sessanta), fieri della propria secondarietà, terziarietà, quaternarietà, orgogliosi quasi più dei propri siti internet piuttosto che dei propri risultati e ne andate fieri a vostra volta. Siete a leggere questo blog perché oggi nessuno vi ha dato conferma della vostra esistenza.
Respirate: anche oggi ci siete. Presto prepareremo le spillette.

I punk non sapevano suonare ma avevano un po’ di rabbia: voi avete l’assuefazione a che tutto s'inflanelli così, in una felpa Naj Oleari permanente che è lo sfondo delle vostre percezioni, chiusi nella definitiva e redentiva speranza che a quel gig di Jeans Helsinski dal Minchygan al Covo incontrerete la tipa ancora sfitta che due giorni prima si è imbattuta nella bellezza scaricabile di quel disco “delizioso” e ne sa riferire con due tre aggettivi pieni di wit e così riuscirete, mostrandole il cd autografato, a rompere il ghiaccio. Magari, en passant, userete la parola aperitweevo: vi ammiccherete in estasi e con un metafisico understatement e vi sentirete figli delle stesse stelle.
In fondo non le chiedete altro che non avere una vita e di accontentarsi di voi, che non l’avete una vita, né la cercate, in ossequio all’integralismo vegetalista dell’indiepop.
Commenterete insieme, storditi dai fumi d’una Coca Cola da 5 euro al bancone, un brillante post di uno dei settecentoventi blog indiepop che credono di fare tendenza verso le cento persone che li leggono direttamente da casa dell’autore, che ha l’ADSL flat. Linkarsi a vicenda è meglio di una fellatio. (La tendenza la fanno davvero.Ve lo giuro. Non è ironia.)

Per quanto mi sforzi di andare oltre i miei vacui pregiudizi, l’indiepop altro non mi sembra che sfiga elevata a canone identitario/protettivo, quattro blog persi nell’inessenza di mestruazioni poetiche, un pubblico composto a metà di scaricatori abusivi e a metà di feticisti del cd originale (stampato in cento copie comprato al concerto a cento km da casa) e, in ultimo, tassello logicamente e qualitativamente ultimo, la stessa canzone again and again.

Io ho capito che se non v'insulto un po' quest'anno non riuscirò a scrivere niente.

Ma voi avete già iniziato a pensare alla playlist del 2006?

Postato da: venator a 23:29 | link | commenti (39) |