un blog nato morto e morto giovane
(ma aggiornato con sadica lentezza)
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[la vanità e la solitudine m'han spinto (finora) a tornare su questo blog un numero di volte pari a: *loading* - numero, ne convengo, un po' eccessivo]
Ammetto che poco di quanto vi si legge è effettivamente divertente, ma non riesco a smettere di esplorare questo sito. (la parte migliore - e anche la più stupida, cosa che ne garantisce l'autenticità - è quella dei "Misheard Lyrics")
Vi risparmio un po' di fatica : la pagina sugli Smiths e quella sui J&MC. Giusto per dire che per molto tempo sono stato convintissimo sostenitore delle tendenze sadomaso di Jim Reid a causa di quel "I'll be your plastic toilet" pronunciato in "Just Like Honey".
(non era così assurdo, se ci pensate:)
La notizia non è esattamente nuova: pare che i Dios, quartetto pop di origini chicane da Hawthorne, California (già borgo natìo dei fratelli Wilson) abbiano ricevuto un'ingiunzione dall'avvocato di Ronnie James Dio, che intimava loro di cambiare nome o di affrontarne le conseguenze in tribunale. La band ha valutato lo stato delle proprie finanze e si è prontamente ribattezzata "Dios (Malos)".
In altre parole, i diritti del nome "Dio" e dei suoi derivati sono in mano ad un metallaro. E il Vaticano non dice nulla?
Ho provato a chiedermi perché il mio nuovo Ep assomigli dannatamente a qualcosa di diverso da me. La risposta è semplice se si è in grado da verificare l’infondatezza della domanda.
Non sono più quello di una volta.
Quando interviene un cambiamento vi sono sufficienti motivi per festeggiare e sufficienti motivi per voler morire. Ma è una finta: si è già morti. E già rinati.
Si muore e basta quando non riesci ad accorgerti di stare dando sempre nuovi significati al limite che ci separa dall’essere. E’ il fondo dell’aspirapolvere di ogni nostra parola. E’ come portare il tuo corpo dal lavagista delle automobili ad ottanta anni e passa e passar in elenco tutte le schifezze che trova sotto i sedili.
E ci costringe di volta involta ad inventarci un ruolo speculare alla nostra assenza di definizione.
Ma taglio corto.
Ad alcuni è sembrata la mia cosa migliore. Altri hanno apprezzato lo sforzo di comunicatività rimpiangendo tuttavia il criptico passato. Lo so, dispiace anche a me farmi capire.
Anche perché è una finta. E voi siete donne, se volete convincermi di avere capito, che io vi capisco e che in generale ci sia altro fuorché ciò che rimane dentro e non si riesce a dire.
Ho creato il mio account su Myspace. Potete scaricare i quattro pezzi in italiano che Luigi ritiene mi siano riusciti meglio. Ci sono ottime prove per ritenere che sia vicino alla verità. Due (Autoritratto, Shangai) sono dell’LP, gli altri due (Linda Blair e Electrodomestica) sono dell’EP.
Buona comprensione.