un blog nato morto e morto giovane
(ma aggiornato con sadica lentezza)
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[la vanità e la solitudine m'han spinto (finora) a tornare su questo blog un numero di volte pari a: *loading* - numero, ne convengo, un po' eccessivo]
Ieri è stato pubblicato "Dirty Mind", esordio delle Pipettes su Memphis Industries su CDs e 7" a tiratura limitata (1500 pezzi). Un giorno dopo, è già impossibile comprarlo online (a meno di non accontentarsi di iTunes).
Dopo aver letto la presentazione: Forthcoming from "the new Bananarama" on Memphis Industries stavo per censurare gli effetti collaterali della celebrità Poi mi sono accorto di averle paragonate anch'io. D'oh.
Rimedio con questo link a una pagina con tutto il necessario per realizzare tre splendidi pupazzetti di carta a forma di Pipettes da applicare sulle dita.
Not actual size.
(il nome del sito è un po' sospetto, sì)
Gli electropoppers scozzesi Blaknoisewhitesoul inciampano sulle royalties ma potrebbero avere per le mani una bella occasione di pubblicità. La loro "Sometimes with the Pet Shop boys" di cui abbiamo parlato il mese scorso, utilizza il testo di "West End Girls" su una base originale. Beh, pare che i Pet Shop Boys dopo aver inizialmente approvato l'uso delle liriche abbiano fatto spedire una lettera dal loro avvocato, pretendendo nientemeno che il 100% delle royalties del pezzo.
Risultato: la canzone (probabilmente la cosa migliore sin qui partorita dalla band), verrà pubblicata in forma strumentale, sperando che Neil Tennant non pretenda di aver scritto pure quella.
Nel frattempo l'etichetta dei BNWS, la attivissima Udiscs, ha pubblicato il primo singolo dei Salon Boris, sorta di collettivo fintobolscevico electropunk che arriva giusto in tempo a colmare il vuoto lasciato dalla conversione al brutto dei Ladytron. Recensione qui.
E per completare un bel trittico popelettronico, esce in questi giorni "Surrender", l'atteso nuovo singolo dei Performance, altri technocrati anni 80 Mancuniani. Nella sezione "media" del loro sito si può guardare il video.
Chiedo venia, ma una cataclismatica serie di imprevisti e paturnie autunnali fa slittare di qualche giorno ancora l'aggiormanento novembrino di indiepop.it.
Ce la faremo, ma non prima di giovedì (e neanche dopo, salvo catastrofi ulteriori).
La buona notizia che aspettavamo da un po' è finalmente arrivata: i ragazzi di Kirsten's Postcard si sono concessi una vacanza (virtuale, suppongo) in Svezia, hanno bevuto due birre con Marco Lombardo di Stockholm Syndrome e sono tornati con due preziosi EP sotto il braccio, che da OGGI condividono con tutti noi: il primo è degli Hartmans, fantastico terzetto che certo non necessita di presentazioni su queste pagine: "ett två. ett två. ett två", che tradotto suona "2 a 1" (metafora calcistica?) ha cinque pezzi, raccolti tra il miglior materiale della band, da "Love The song" a "indiependent". Non credo esista una miglior rappresentazione della scena indie svedese di quella messa in piedi da Anna, Jens e Johan , tanto nell'autoreferenzialità quanto nel ripetutamente dichiarato amore per l'indiepop, ma questo già lo sapete. Se ancora non li avete ascoltati, un'ottima occasione per recuperare.
Il secondo EP è degli Hell on wheels, band di culto in patria ma che non ha (ancora) beneficiato della dovuta attenzione qui da noi: il loro "New Chemicals" presenta un inedito, una cover dei Pixies ed una dei Supertramp, e la cosa preoccupante è che dai titoli ho riconosciuto solo quella dei Supertramp.
D'uopo ringraziare Kirsten, e invece è lei a ringraziare noi. Questa poi...
Per tracklist, copertine e download correte su www.kirstenspostcard.com
(a proposito di Kirsten, qualcuno ha visto "Wimbledon" e mi dice com'è?)
La canzone siede sul mio hard disk da tanto tempo, così tanto che non ricordo nemmeno più chi me l'ha segnalata. La ascolto spesso, più spesso ancora la metto nei CD-R che faccio per gli amici, perché è immancabilmente il pezzo che sollecita più reazioni. Sta in due stanze dal testo identico: la prima bossata, la seconda indie-pop; un piccolo gioiello brasileiro.
La segnalo finalmente, perché serva da piccolo assaggio al prossimo numero di indiepop.it, che ospiterà un'eccezionalmente lunga analisi della musica indie brasiliana curata da Cesar Zanin, già nei favolosi Magic Crayon e ora emigrato in Italia (nord-est), dove nutre la sua saudade con vividi ricordi di indiepop brasileiro.
Mombojo - Adelaide
(Se cercate bene nel sito trovate tutto l'album "nadadenovo". Che però non è bello la metà della canzone in oggetto)