un blog nato morto e morto giovane
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[la vanità e la solitudine m'han spinto (finora) a tornare su questo blog un numero di volte pari a: *loading* - numero, ne convengo, un po' eccessivo]
I
Cancelli il cinema dal sabato sera, pianifichi le ferie, e aspetti continuamente qualcosa: ruttini, denti, passi, parole. Da genitore vivi la tua vita in attesa; assisti in breve tempo a un repentino ribaltamento delle tue prospettive e non importa quanto pensavi di essere preparato, ne vieni travolto. E' come traslocare tutte le tue cose da diciottenne in una stanza più piccola, molto più piccola di quella nella quale abitavi sino al giorno prima, e accorgerti di non essere pronto a buttare via nulla. E mentre aspetti inutilmente che tutto si assesti, alcune delle cose che ti erano care sbiadiscono sino a scomparire. Quelle alle quali ti aggrappavi con meno insistenza, ma ti faceva piacere sapere che erano lì.
Le emozioni che seguono all'essere genitore sono le più intense ed inspiegabili che capiti di provare. Tutte moltiplicate per mille: felicità, soddisfazione, paura e un milione di altre, tutti i giorni. Il cambio di priorità ti fa sentire peggiore: l'istinto di protezione - autentico o fasullo che sia - ha la meglio su tutto il resto, e proietti di te un'immagine inaffidabile, discontinua, che contrasta con il senso di assoluto appagamento che hai dentro. Perché presto tutte le rinunce alle quali non eri preparato diventano in qualche misura benvenute, persino desiderabili di fronte alla ricompensa che ti si para innanzi. E' lì, davanti a te, e se sei fortunato in questo momento ti sta sorridendo.
Dimentichiamo troppo presto quanto dev'essere stato bello essere bambini, e osservando quello stato da lontano possiamo solo rammaricarcene. A Mirta musica, computer e videogiochi non interessano quanto saltare sul letto con un pallone da spiaggia, o ridere a crepapelle per un po' di solletico sulla pancia. A tre anni e qualche giorno è più espansiva di quanto io sia mai stato in vita mia (e includo nel computo anche le serate di sbronza); è solare, allegra, ha un sorriso per tutti, e a tutti si presenta annunciando il proprio nome come una bandiera da sventolare. L'immagine speculare di quei bambini che si nascondono dietro le gonne della mamma (suo padre ancora oggi ha la tentazione di andare in giro accompagnato da una gonna della madre). La guardo e so che non apprezzerà mai l'indiepop. Se mai le capiterà di leggere i testi di Morrissey abbandonati incautamente sulla scrivania del padre, ne riderà dandogli dello sfigato.
Per fortuna.
Everett True è diventato papà da qualche giorno (auguri!), e il suo blog ha assunto una dimensione diversa, intima, felice.
E con il suo solito dono per le parole, riesce a spiegare in poche righe quello che volevo dire coi due capoversi sconnessi qui sopra:
Ci sarà tempo per formarsi un'opinione più motivata certo, ma per adesso lasciatemi dire che la copertina del nuovo singolo dei Joy Zipper è davvero deliziosa. Fotografia stile vintage di Tabitha (che col passare del tempo diventa sempre più bella) e Vinny (sul quale lascio che a pronunciarsi sia il genere femminile) sul bordo di una piscina che guardano perplessi all'interno di una casa. Mi viene in mente il Burt Lancaster di "Un uomo a nudo", ma in gilet.
Per uno di quegli eventi misteriosi che accadono alla musica rock il nuovo album "The Heartlight Set" è uscito da poco per una major (Vertigo/Mercury) e così' di primo acchito sembra l'ideale conclusione di una trilogia che ha visto la band cambiare lentamente pelle, tanto che non so se li si possa ancora considerare un gruppo pop (la stessa "you're so good" rocka parecchio). C'è una rilettura di "2 Dreams I Had" (dall'EP The Stereo And God) persino più bella dell'originale, e la voce di Tabitha somiglia in maniera impressionante a quella di Kim Deal.
Su una nota completamente diversa, dovrebbe essere chiara a tutti la mia incondizionata ammirazione per i Long Blondes, quindi mi costa molto ammettere che il video del loro ultimo singolo "Appropriation (by any other name)" è davvero pessimo, nonostante sia allietato dall'assidua e sensualissima presenza di Kate. Roba da far rimpiangere Mr. E che filma i latrati del suo cane (a proposito: trovo che il nuovo Eels sia poco meno che strepitoso. E commovente.). Ragazzi, per il prossimo video o Michael Gondry o niente.
Non nasconderò il fatto che il numero di indiepop.it online quest'oggi (e dalla cui home probabilmente arrivate qua) mi stia particolarmente a cuore. Perché finalmente abbiamo provato a tirare le somme di tanto indiepop svedese, così tanto che spesso si rischia di rimanerne sommersi. Dei quattro artisti protagonisti dello speciale (e i cui dischi mi sono cari oltre ogni dire, tanto che inventarsi le parole giuste per descriverli diventa uno sforzo vano) tuttavia, il solo Andypandy - brillantissimo dall'inizio alla fine - sembra ammettere l'esistenza di un filo conduttore che attraversa l'indiepop svedese, cercando oltretutto di dare una spiegazione alla sua esistenza. Gli altri sottolineano un certo isolamento, che fa sorgere ulteriori domande - senza risposta - sullo stato della scena svedese. E il mese prossimo tocca ai Javelins.
Ma non è solo per questo: c'è anche l'esordio dei Pale Sunday, gruppo che per ragioni e coincidenze particolari sento essere il più vicino allo spirito della nostra webzine e il nostro saluto a Kirsten's Postcard, che è come una nipotina alla quale regalare giocattoli e sorrisi. Regali reciproci, dato che tra le prossime pubblicazioni della nostra netlabel preferita dovrebbe esserci un EP dei Sauvie Island Moon Rocket Factory. E il ritorno di Subway To Bristol con un fantastico resoconto del concerto (beh, non proprio) di Antony and the Johnsons, e una hidden gem che mi fa ricordare tante cose e... beh, mi sta a cuore e basta.
Il mese prossimo doppio numero estivo, non perché avrà il doppio degli articoli ma perché resterà online per il doppio del tempo (ovvero sino a settembre). Si vede che abbiamo bisogno di riposo, eh?
In breve, che l'html chiama: le Pipettes hanno un'etichetta. Firmato il contratto con Memphis Industries (Go!Team, Fort Lauderdale) per il primo album, proprio mentre in questi giorni (ieri) esce il loro secondo singolo "ABC" per Transgressive Records e un terzo è annunciato entro inizo agosto da Total Gaylord Records (l'etichetta gestita dagli Shumai) per il mercato USA, con tre brani di cui uno solo inedito ("KFC").
Intanto il primo 45 giri su Unpopular va via su Ebay a 34 sterline – circa 45 euro - cioè oltre dieci volte il prezzo originale (stupefacente, considerato il fatto che è uscito più o meno due mesi fa), e
E poi io ero quello che esagerava, eh?
(Eh? il sito? Spiacente, non prima di domani. A proposito, nessuno ha anfetamina?)