indiepop.it

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[la vanità e la solitudine m'han spinto (finora) a tornare su questo blog un numero di volte pari a: *loading* - numero, ne convengo, un po' eccessivo]

 
martedì, 31 maggio 2005
Strawberry (Fields) Forever

Delle Strawberry Switchblade abbiamo già parlato qualche mese fa, e in fondo abbiamo continuato a pensare a loro attraverso le Pipettes, che da Jill e Rose prendono in prestito qualcosa in più della specularità cromatica degli abiti. Qlache tempo fa, spinto dal desiderio di rintracciare "Cut with the Cake Knife" – minialbum di demo ed outtakes post-SS di Rose McDowall del quale abbiamo scritto qua – sono tornato su www.strawberryswitchblade.net, che è davvero uno dei siti amatoriali più straordinari che io abbia mai visto su un gruppo indie, e mi sono trovato di fronte ad una collezione di mp3 davvero inaudita: tra early demos in formazione allargata, BBC sessions, concerti dal vivo ed outtakes ho impilato sul lettore mp3 oltre venti pezzi, e non c'è verso di ascoltare altro.

Può sembrare un'operazione per completisti e/o maniaci, ma non è così. Anzi, a conti fatti questa raccolta di pezzi selvatici è persino più significativa del pur bellissimo unico lavoro completo del duo. Perché se l'album delle Strawberry Switchblade non è invecchiato benissimo sotto il peso delle sovrastrutture elettroniche e dei sequencers che gli hanno appiccicato a forza un'etichetta con scritto anni 80, è sorprendente come gli stessi pezzi in versione semiacustica risultino freschi e nuovi, rivelando tutto lo spessore compositivo delle due ragazze. "Since Yesterday" e "Let Her Go" erano due piccoli capolavori sin dalla prima stesura, quando si intitolavano rispettivamente "Dance" e "Sylvie" e mai avrebbero immaginato di dover sopportare intrusioni di synth nel loro cuore tenero.
Qui si fa forte l'influenza delle Marine Girls, che sinora era rimasta nascosta dai pallini, specialmente nei pezzi più riflessivi, e la semplicità che attornia le prime versioni di "Secrets" e "Trees and Flowers" fa davvero girare la testa; non è solo una questione di innocenza, qui c'è tutta la capacità di catturare gli umori di una scena pop – quella di Glasgow – che si trascinava verso un inesorabile rinnovamento, la suadente malinconia delle giornate scozzesi appaiata a quel gusto per il gotico che sarebbe emerso nei successivi lavori della McDowall. Libere dalla forzata allegria dell'album queste canzoni vivono ancora, e sono ancora più belle. E' una collezione meravigliosa che vale quanto qualsiasi disco Postcard per comprendere il fermento della Glasgow pre-1986.
Il consiglio è di scaricare tutti i pezzi e ascoltarli in sequenza, osservandone le infinitesime variazioni che li porteranno sino alle soglie della pubblicazione, e pensare a come sarebbe stato l'album delle due ragazze se lo avesse prodotto Mark Millar (molto migliore, così a orecchio) anziché quell'impiastro di David Motion. E se qualcuno avesse dubbi sull'effettiva influenza delle due ragazze sulla odierna scena pop, nella sezione "covers" ci sono la bellezza di diciassette diverse versioni di "Since Yesterday", con partecipazioni di Current 93, Tompaulin, Metric Mile ed un corposo contingente giapponese.

Postato da: howty a 01:47 | link | commenti (1) |

mercoledì, 25 maggio 2005
What's the new Mary Jane?

Quello che mancava, ora c'è: Giovanni Bottero - prezioso curatore della rubrica Cigarette&Coffee per indiepop.it - e Filippo Bonino hanno dato vita alla prima netlabel italiana dedicata esclusivamente all'indiepop più o meno conclamato: Kirsten's Postcard (non ne sono certo, ma è probabile che il nome unisca le condivisibilissime passioni per la signorina Dunst e per il pop scozzese). Si comincia con Sad Snowman (musica intimista e bucolica, tra pop e folk) e Silent Bliss (due chitarre, due voci e una viola).
D'obbligo un plauso all'operazione, tra l'altro corredata da una splendida grafica. Entreremo nel merito prestissimo sulle pagine della webzine.

Postato da: howty a 01:11 | link | commenti (3) |

International Playboys

[in Sweden] there is definetely a correlation between being a Morrissey-fan and having beautiful girls.

Anders Lovgren/Andypandy (il mese prossimo protagonista di uno specialone sulle nuove leve svedesi, finalmente) conferma quanto detto da Jens Lekman qualche mese fa - e recentemente ribadito in questa bella intervista per SentireAscoltare - sulla particolare collocazione sociale dei fans degli Smiths in terra scandinava.
Non so voi, ma io mi sento un po' più sfigato di prima.

Postato da: howty a 01:05 | link | commenti |

martedì, 10 maggio 2005
I'm only sleepy

Non so che effetto fa a voi, ma guardando quella scritta "anno III" sulla home di questo mese ho come la tendenza a commuovermi. Ah, come eravamo giovani...

E mentre noi festeggiamo con campari e un brodino, quel filantropo hippie di Mr Hussalonia ci segnala via mail un altro ragazzo in un altro scantinato della provincia USA. Si chiama Sleepy Kid (un nome col quale mi è impossibile non empatizzare), viene da Cleveland, Ohio, ed ha inciso circa due anni fa un bell'album dal titolo "Monday Morning Smile", appena pubblicato dall'etichetta locale Get Hip. Ma siccome i poppettari americani sono pazzi, lo stesso disco è anche interamente disponibile per il download dal sito dell'artista.
Suona come un misto di Eels e Beatles in salsa AOR, e personalmente non riesco a staccare l'orecchio da "What We're Doing".

Postato da: howty a 21:49 | link | commenti (2) |